Il tavolo del Consiglio straordinario europeo dei ministri degli Interni, convocato dopo i fatti di Ceuta, è la platea dove Matteo Piantedosi promuove l’idea di espandere il cosiddetto “modello Albania”. In una lista preliminare fatta circolare appaiono moltissimi stati africani come il Ghana, il Senegal, la Tunisia, la Mauritania, il Ruanda e l’Uganda. Si è arrivati addirittura ad ipotizzare la Libia, ancora divisa in due, senza un governo stabile e con la capitale in mano a milizie e criminalità organizzata, e alla Somalia, una nazione dilaniata dal terrorismo islamico, dall’insicurezza e dalla povertà.