La Calabria affronta un’emergenza economica e sociale legata al progressivo e inesorabile smantellamento dei presìdi creditizi sul territorio. Secondo l’ultima elaborazione condotta dal Centro studi della CNA, in regione ben il 74,5% dei comuni risulta ormai totalmente privo di uno sportello bancario. A guidare la classifica nazionale delle province più colpite dalla desertificazione è Vibo Valentia, dove oltre il 52,6% della popolazione risiede in centri abitati completamente abbandonati dagli istituti di credito e il 42,2% delle imprese attive opera in territori sprovvisti di filiali. La drastica contrazione degli sportelli genera una forte pressione sui pochi presìdi superstiti: in questo contesto Crotone detiene il primato italiano assoluto con una media di 713 imprese per ogni filiale, seguita a livello regionale da Reggio Calabria con 617 aziende per sportello e da Vibo Valentia con 536.
“Sono dati allarmanti, che minano non solo il tessuto produttivo ed economico, ma anche quello sociale. È arrivato il momento di aprire una riflessione e ripensare la geografia dei presìdi bancari” commenta il presidente di CNA Calabria, Giovanni Cugliari.
Oltre 11mila filiali chiuse in dieci anni: il contraccolpo sulle micro e piccole imprese











