Nonostante i tagli subiti negli anni, Ferrara resta uno dei territori più solidi dell’Emilia-Romagna sul fronte della presenza bancaria. In un Paese in cui la rete degli sportelli continua a ridursi, la provincia estense è infatti tra le sole otto in Italia – insieme a Reggio Emilia e Ravenna – a mantenere una filiale bancaria in ogni comune. Un primato che la colloca in una posizione di eccezione rispetto al quadro nazionale della cosiddetta ’desertificazione bancaria’.
Il fenomeno, fotografato a livello nazionale da un’analisi della Cna, è di dimensioni rilevanti: in dieci anni l’Italia ha perso oltre un terzo degli sportelli, passati da 30.258 nel 2015 a circa 19.140 nel 2025, con un calo del 36,7%. Nello stesso periodo i comuni senza banca sono saliti da 2.251 a 3.456, mentre i cittadini coinvolti sono più che raddoppiati, arrivando a 4,84 milioni. In questo scenario l’Emilia-Romagna si distingue come una delle regioni più resilienti.
Bologna resta il principale polo bancario regionale, con 190 filiali nel capoluogo e 478 in provincia, ma è la distribuzione territoriale a fare la differenza. Oltre a Ferrara, anche Reggio Emilia e Ravenna garantiscono una copertura completa dei propri comuni, evitando la progressiva scomparsa degli sportelli dalle aree più periferiche.














