Per il 2026 l'Upb stima un Pil allo 0,9, con una revisione di quattro decimi di punto percentuale rispetto alle precedenti valutazioni di aprile, formulate in occasione dell'esercizio di validazione del Documento di finanza pubblica; è invece confermata la previsione allo 0,6 per il 2027.

La revisione sull'anno in corso riflette sia l'andamento più favorevole dell'attività economica nella prima metà dell'anno, sostenuto soprattutto dagli investimenti e dall'export, sia l'aggiornamento dei dati sul primo trimestre dell'Istat. Restano invece pressoché invariate le attese sull'inflazione, che quest'anno aumenta verso il tre per cento.

Avendo registrato un aumento dello 0,3 per cento nel primo trimestre e dello 0,2 per cento nel secondo, il Pil italiano ha confermato un'espansione moderata ma continua dell'attività economica. - spiega l'Ufficio parlamentare di bilancio - A sostenere la crescita nel periodo invernale sono stati soprattutto i consumi delle famiglie, favoriti dal recupero del potere d'acquisto e dell'occupazione, e gli investimenti trainati dall'attuazione del Pnrr nella sua fase finale. Anche le esportazioni hanno mostrato un recupero.

Nel confronto con i livelli pre-pandemia l'attività economica del nostro Paese risulta superiore per circa otto punti percentuali, un differenziale inferiore a quello della Spagna (circa dodici punti) e lievemente superiore a quelli della Francia e dell'area dell'euro.