Di: Radiogiornale - Manuele Ferrari/YR Da un lato l’ennesima ondata di calore, dall’altro un numero di voli che continua a crescere, nonostante l’aereo sia considerato uno dei mezzi di trasporto più inquinanti. È il paradosso che ha spinto la ZHAW, l’Alta scuola di scienze applicate di Zurigo, a indagare le ragioni per cui molte persone dichiarano di sostenere politiche climatiche ambiziose, ma poi non modificano le proprie abitudini di viaggio.Secondo Catherine Hartmann, responsabile dello studio e intervistata dalla radiotelevisione svizzera SRF, tra consapevolezza e comportamento esiste spesso una distanza significativa. “Le persone sono consapevoli di un problema, ma a volte si comportano comunque in modo irrazionale”, spiega la ricercatrice.Un esempio classico è il fumo: pur sapendo che le sigarette sono dannose per la salute, molte persone continuano a fumare. Lo stesso meccanismo entra in gioco quando si parla di viaggi aerei. Per attenuare eventuali sensi di colpa, si cercano giustificazioni o si ripongono le proprie speranze nel futuro. C’è chi, ad esempio, confida che i progressi tecnologici saranno in grado di risolvere il problema del riscaldamento globale senza richiedere cambiamenti sostanziali nelle abitudini individuali.Più frequentemente, però, prevale la convinzione che gli interessi personali e professionali abbiano la priorità rispetto alla protezione del clima. Molti ritengono che rinunciare al proprio volo annuale per le vacanze abbia un impatto trascurabile se confrontato con le dimensioni complessive del traffico aereo mondiale. Un ragionamento che contribuisce a ridurre il senso di responsabilità individuale.Accanto agli aspetti psicologici, esistono però anche fattori molto concreti. I voli vengono spesso percepiti come economici e sono estremamente facili da prenotare. Al contrario, organizzare uno spostamento equivalente in treno o in autobus può richiedere più tempo, essere più complesso e, in diversi casi, persino più costoso.Sono proprio questi elementi, conclude Catherine Hartmann, a spingere molte persone a scegliere l’aereo anche quando sono consapevoli che si tratta dell’opzione meno favorevole per il clima.