Dai geositi all’Archivio minerario, dai musei alle nuove Porte del Parco di Larderello e Sasso Pisano: gli ispettori Unesco hanno passato in rassegna il patrimonio, la gestione e i progetti del Geoparco delle Colline metallifere, un territorio ampio oltre 1.000 kmq, che ha nel suo Dna la geotermia, la fonte rinnovabile naturalmente presente nel sottosuolo che ha modellato una parte significativa del Parco. Si è conclusa così la programmata missione quadriennale di rivalidazione, il cui esito sarà reso però noto in autunno.

Dalla sua istituzione il Geoparco ha sempre superato positivamente queste verifiche: è infatti utile ricordare che in Italia esistono solo 10 geoparchi riconosciuti dall’Unesco, e quello delle Colline metallifere (dal 2015) è uno di questi: un’eccellenza che parla soprattutto di geotermia, dato che il più rilevante geosito di importanza internazionale (Gir) è rappresentato dal Parco naturalistico delle Biancane.

La missione ha attraversato l’attuale perimetro del Geoparco, esteso già da anni anche ai Comuni di Castelnuovo di Val di Cecina e Pomarance, in provincia di Pisa, e Radicondoli, nel senese. Le aree comprendenti Larderello, Sasso Pisano, Montecastelli e una piccola porzione di Radicondoli hanno aggiunto 96 km² al territorio tutelato, che oggi raggiunge complessivamente 1.087 km² distribuiti tra dieci Comuni delle province di Grosseto, Pisa e Siena.