di Valentina Rossi
Presente sin dall'antichità, l'orzo è un alimento ricco di nutrienti, digeribile, versatile e buonissimo. Ecco come prepararlo
L’orzo è protagonista silenzioso nella storia dell’alimentazione: presente ovunque, fondamentale per millenni, eppure spesso dimenticato nelle cucine moderne. I Greci e Romani si alimentavano prevalentemente d’orzo per l’alto potere nutritivo e la facilità di coltivazione, non a caso era il cibo dei gladiatori. Poi nel Medioevo l’orzo venne declassato alle popolazioni rurali, mentre il grano conquistò le tavole dei nobili. Oggi moltissime persone al mondo lo apprezzano inconsapevolmente come ingrediente base di birra e whiskey. E poi ci sono tutte le persone che scelgono il caffè d’orzo come alternativa alla bevanda classica contenente caffeina.
Consiglio di non far mancare l’orzo in tavola: soprattutto nella versione integrale, è ricco di vitamine del gruppo b, minerali, antiossidanti e fibra, tra cui i beta glucani che riducono l’assorbimento di zuccheri e colesterolo. L’orzo è uno dei cereali più digeribili e ha un’azione protettiva della mucosa gastrointestinale, utile per chi soffre di gastrite. Potrebbe aumentare il gonfiore intestinale per chi soffre di colon irritabile: in questo caso iniziare ad assumerlo in piccole quantità e valutare la propria tolleranza. In vendita trovate l’orzo decorticato (o mondo) e l’orzo perlato. Il primo conserva quasi integralmente il chicco e quindi la maggior parte delle fibre e dei micronutrienti; il secondo, più comune nei supermercati, è privato degli strati esterni ed è più rapido da cuocere (non è necessario l’ammollo come per il decorticato), ma meno ricco dal punto di vista nutrizionale.







