“Mentre l’ASP di Cosenza approva un investimento di oltre 9 milioni di euro per potenziare l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), l’ASP di Catanzaro continua a lasciare senza risposte centinaia di famiglie che attendono un posto in RSA, nei centri di riabilitazione o un servizio domiciliare adeguato. La delibera adottata dall’ASP di Cosenza dimostra che, anche in Calabria, è possibile programmare risorse, stipulare convenzioni con le strutture accreditate e rafforzare concretamente la sanità territoriale. A Catanzaro, invece, tutto questo continua a non accadere”. E’ quanto afferma il consigliere comunale di Catanzaro Sergio Costanzo.
Domande che meritano risposte
Che aggiunge: “Ed è proprio qui che il commissario straordinario Antonio Battistini ha il dovere di spiegare ai cittadini quali siano le ragioni di questo immobilismo. Non è più il tempo delle giustificazioni.Ogni giorno decine di famiglie convivono con il dramma dell’attesa. Anziani non autosufficienti, malati neurologici, pazienti cronici e persone fragili aspettano una risposta che tarda ad arrivare, mentre le liste d’attesa continuano ad allungarsi. L’assistenza domiciliare non rappresenta un servizio accessorio: è uno strumento fondamentale per ridurre i ricoveri impropri, alleggerire la pressione sulle strutture residenziali e garantire cure direttamente nelle abitazioni dei pazienti. Se l’ASP di Cosenza riesce a destinare milioni di euro a questo settore, perché l’ASP di Catanzaro continua a non seguire la stessa strada? Per quale motivo non vengono attivate convenzioni analoghe con le strutture accreditate? Che fine hanno fatto le risorse del PNRR destinate al rafforzamento dell’assistenza territoriale? Quanti cittadini sono oggi assistiti attraverso l’ADI nell’ASP di Catanzaro? Quanti, invece, restano ancora in lista d’attesa? Sono domande semplici, che meritano risposte altrettanto semplici e documentate”.






