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L’Azienda sanitaria punta sull’attivazione graduale dei servizi territoriali: reclutamento del personale, telemedicina, coinvolgimento dei Comuni, del Terzo settore e dei medici di medicina generale

Pubblicato il: 01/07/2026 – 19:12

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CATANZARO Non semplici fabbricati, ma luoghi vivi di incontro, presa in carico e cura. È questa, secondo l’Asp di Catanzaro, la prospettiva con cui dare concretezza alla sanità di prossimità attraverso Case della Comunità e Ospedali di Comunità. Dopo l’attivazione avviata con Squillace, l’Azienda sanitaria traccia ora la roadmap per rendere gradualmente operative tutte le strutture territoriali, puntando sull’integrazione tra bisogni, risorse e percorsi di cura. Il percorso, spiega l’Asp, è articolato e non semplice, ma rappresenta «un’opportunità irripetibile» che non può prescindere dalla sinergia con le comunità locali e con gli enti del Terzo settore. L’obiettivo è garantire, in tempi progressivi, l’implementazione dei servizi e il coinvolgimento attivo dei territori. Uno dei nodi centrali riguarda il personale. La sfida indicata dall’Azienda è quella di garantire luoghi aperti dodici ore al giorno, tutti i giorni, aumentando gradualmente le disponibilità per assicurare risposte di prossimità e alleggerire anche la pressione sui Pronto soccorso. L’Asp ha già attivato le procedure di reclutamento: è operativo un interpello interno che si concluderà domani. Il personale già in servizio destinato alle Case della Comunità sarà avvicendato nelle strutture di provenienza da nuove unità reclutate, anche per favorire il turnover interno. Sul fronte delle dotazioni strumentali, l’Azienda fa sapere che gran parte delle attrezzature è già stata acquisita e sarà distribuita sulla base di una mappatura dei servizi curata dai Distretti sociosanitari, con l’obiettivo di garantire una fruizione omogenea sul territorio. A breve, inoltre, sarà attivata la telemedicina in tutti i presidi. L’Asp punta anche sul coinvolgimento dei Comuni. Nelle giornate di lunedì e martedì il management aziendale ha incontrato i sindaci dei territori interessati dalle strutture di medicina di prossimità, per condividere e pianificare le azioni necessarie all’integrazione dei servizi sociosanitari. Seguiranno incontri nelle diverse sedi con i primi cittadini degli ambiti e con la cittadinanza, per illustrare concretamente il modello organizzativo e assistenziale. Un ruolo sarà affidato anche al Terzo settore e alle associazioni. È in pubblicazione una delibera finalizzata a raccogliere le disponibilità alla collaborazione. Per le associazioni di malati, l’Asp ha già previsto spazi dedicati all’incontro e al dialogo. Altro passaggio riguarda la medicina generale. Giovedì 2 luglio è in programma una riunione del Comitato aziendale permanente con i medici di medicina generale. Dopo la sottoscrizione dell’Accordo collettivo nazionale, l’obiettivo è arrivare a un protocollo d’intesa specifico per garantirne la presenza all’interno delle strutture territoriali, che in diversi casi ospitano già le Aft, come a Squillace. L’Azienda sanitaria parla di un cambio di paradigma nel rapporto tra cittadini e sistema sociosanitario: non solo cura, ma ascolto, prevenzione, presa in carico, dialogo e confronto, soprattutto nei territori in cui spesso l’isolamento rappresenta una delle fragilità più gravi. Domani pomeriggio il percorso farà tappa a Decollatura, con l’avvio della Casa della Comunità del Reventino. Argomenti