La gestione del personale e dei servizi assistenziali per i pazienti più fragili accende un duro scontro politico all’interno della sanità catanzarese. Al centro della polemica c’è la replica del commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, il generale Antonio Battistini, in merito alla vicenda di una neuropsicomotricista sollevata nei giorni scorsi da Ernesto Alecci. Il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale ha respinto con fermezza le giustificazioni dei vertici aziendali, parlando apertamente di una condotta burocratica inefficiente a danno dei minori con gravi patologie.
“La nota stampa diffusa dal Generale Battistini, commissario dell’Asp di Catanzaro, riguardo il caso della neuropsicomotricista da me sollevato, mi lascia senza parole. Innanzitutto per il tentativo, solito, di rispondere con una “non risposta”, cercando di camuffare con giri di parole quello che è un dato di fatto: l’Asp di Catanzaro, da lui guidata, non ha saputo gestire e indirizzare l’attività di una professionista pagata con soldi pubblici per prendersi cura di bambini e ragazzi con gravi patologie”.
I documenti al vaglio e le presunte contraddizioni della governance











