La vicenda della Guardia medica di Modica Alta si complica sempre più, trasformandosi in un caso emblematico di progressivo smantellamento dei servizi sanitari di prossimità. Dopo il trasferimento, scattato lo scorso 15 giugno, dello storico presidio sanitario dal quartiere di Modica Alta al Sacro Cuore, e a seguito di una fitta serie di comunicati e prese di posizione da parte dei vertici dell’Asp e del Sindaco di Modica, l’ultimo provvedimento dell’Azienda Sanitaria Provinciale traccia un quadro tutt’altro che rassicurante.
Secondo le ultime disposizioni dell’Asp, a Modica Alta — inserita insieme ad altre dieci località prettamente turistiche della provincia — è stata destinata l’attivazione di un semplice ambulatorio infermieristico per il periodo che va dal 1° luglio al 15 settembre. Il servizio sarà attivo dal lunedì al venerdì, dalle 20 alle 8, mentre il sabato e i giorni festivi la copertura sarà garantita solo in orario diurno.
“Non vi è dubbio – lamenta Vito D’Antona di Sinistra Italiana – che, per come è stata impostata, ci si trovi davanti a una drastica e inaccettabile riduzione del servizio precedentemente reso all’utenza. L’assenza totale della figura del medico, la natura esclusivamente temporanea della misura e le rigide fasce orarie stabilite ci consegnano un presidio fortemente limitato. Questa rimodulazione al ribasso non è in grado di garantire una risposta di assistenza sanitaria che sia minimamente adeguata alle reali esigenze della numerosa popolazione che risiede stabilmente a Modica Alta”.












