Chi osserva l’Europa digitale tende ad avere un’opinione già formata: mentre Stati Uniti e Cina sviluppano nuove tecnologie, Bruxelles produce regole. L’AI Act (il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale), il Data Act (le norme sull’uso dei dati generati da dispositivi connessi), il Digital Markets Act (che limita il potere delle grandi piattaforme) e le tante altre iniziative degli ultimi anni sembrano confermarlo.Ma se si guarda a questi provvedimenti non uno per uno, bensì come pezzi di uno stesso mosaico, il quadro cambia. L’Unione Europea non si limita a mettere paletti all’economia digitale: sta costruendo l’infrastruttura su cui potranno nascere e crescere i mercati digitali del prossimo decennio.Il punto centrale non è, in realtà, l’intelligenza artificiale. È la capacità di creare un ambiente in cui imprese, pubbliche amministrazioni e servizi digitali possano scambiarsi informazioni in modo affidabile, sicuro e comprensibile gli uni per gli altri (gli addetti ai lavori parlano di “interoperabilità”). L’intelligenza artificiale è l’ultimo anello di una catena molto più lunga. Prima vengono identità digitali, dati affidabili, interoperabilità e fiducia negli scambi. Senza queste fondamenta anche il modello di AI più potente produce poco valore.Indice degli argomenti
Business Wallet, Data Spaces e AI: il disegno industriale dell’UE digitale - Agenda Digitale
L’Unione Europea sta costruendo un’infrastruttura digitale fondata su identità verificabili, dati affidabili, interoperabilità e fiducia. Business Wallet, Digital Product Passport, Data Spaces e AI Act compongono una strategia industriale che può cambiare il modo in cui imprese e servizi digitali creano valore
UE presenta Business Wallet e Digital Product Passport; stima 160 miliardi euro di risparmi annui in compliance amministrativa. Interoperabilità e fiducia dati sono fondazione per AI affidabile; PMI operano cross-border con regole comuni, riducendo procedure duplicate.







