Di: Radiogiornale - Laura Dick / pon Ventisei persone hanno contratto la legionellosi nelle ultime due settimane nel canton Basilea. Una persona è morta, 25 sono finite in ospedale, dove 9 sono ancora ricoverate. Di queste, 7 sono passate dal reparto di terapia intensiva e una vi si trova tuttora. Questo il bilancio fornito lunedì di un focolaio della malattia, nato da due torri di raffreddamento ad acqua sul tetto di altrettante case di Kleinbasel. Casi isolati di contaminazione sono stati riscontrati anche in altri quartieri. Ma quali sono gli impianti da sorvegliare? Il Radiogiornale lo ha chiesto a Nicola Forrer, direttore del laboratorio cantonale ticinese.“In tutta la Svizzera”, ha risposto Forrer, “la presenza di legionella in questi impianti non è regolata e quindi non c’è un controllo ufficiale nemmeno in Ticino. In caso di sospetto, però, o in presenza di un focolaio, l’ufficio medico cantonale può coordinare un’indagine mirata. In ogni caso i privati hanno l’obbligo di eseguire una corretta manutenzione dei loro impianti per garantire che non vi sia la presenza di legionella. Ricordo che il boiler dovrebbe raggiungere almeno i 60 gradi per uccidere il batterio, oppure negli impianti moderni dovrebbe essere sempre attivato il ciclo anti-legionella”.Cosa controllate e cosa osservate durante i controlli?“Il laboratorio cantonale è competente per il rispetto della legge federale sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso, che regola fra l’altro l’acqua delle docce e delle piscine con la formazione di aerosol, che sono accessibili al pubblico. E questo a partire dal 2018. Negli anni, quindi dal 2018 ad oggi, abbiamo notato una diminuzione importante delle non conformità, che ad oggi si situano circa al 6% dei campioni. Questo è uno dei tassi più bassi in Svizzera”.Eppure il Ticino riscontra storicamente il maggior numero di contagi in Svizzera (un’ottantina all’anno). Come lo spiegate?“I motivi sono molteplici. Da un lato, attualmente i contagi non avvengono dalle fonti che noi controlliamo, ma da altre fonti e queste possono ad esempio essere al proprio domicilio. Possono essere delle torri di raffreddamento o condizionatori, oppure anche altre fonti che ad oggi sono anche magari ancora sconosciute. Anche delle fontane o dei corsi d’acqua potrebbero avere della legionella in casi eccezionali e provocare dei contagi. In più in Ticino abbiamo un clima più mite e quindi le temperature più alte che favoriscono la proliferazione del batterio e anche l’utilizzo dei condizionatori, più che magari in altri cantoni della Svizzera. Infine l’età media in Ticino è anche piuttosto alta. Ricordo che appunto le persone anziane sono le persone più a rischio di contrarre questa malattia”.
Legionellosi, dove si annida il pericolo - RSI
Ventisei casi e un morto a Basilea, il focolaio nato da torri di raffreddamento - In Ticino i casi di non conformità sono rari ma i contagi numerosi: le spiegazioni di un esperto












