"Alea iacta est" (il dado è tratto), ovvero la decisione è presa, la frase pronunciata da Giulio Cesare nell’attraversare il Rubicone per raggiungere Roma e compiere le sue gesta, non è stata casualmente posta all’inizio del primo capitolo delle Memorie di un Maresciallo (Leardini editore, 136 pagine, 20 euro), il romanzo storico di Giovanni Volponi, scrittore e giornalista urbinate, giunto alla sua terza “fatica” editoriale che ci fa conoscere la vita e le gesta di Federico Veterani, il condottiero nato ad Urbino nel 1643 e divenuto, all’apice della sua sfolgorante ascesa, feldmaresciallo e Conte del Sacro Romano Impero.
E non sono casuali neppure le altre nove citazioni latine che aprono i capitoli successivi del libro, presentato nell’aula magna del rettorato a Urbino, a cura di Urbino Capoluogo. "Alea iacta est" fa probabilmente riferimento al periodo urbinate della vita di Federico, che si conclude quando aveva solo 17 anni. Successivamente ha inizio la sua carriera militare al servizio dell’imperatore asburgico, costellata di battaglie contro gli ottomani, ricca di successi, ma anche di sconfitte e terminata con la sua cattura e la morte, quand’era al massimo della carriera. Aveva solo 52 anni.









