Domani, giovedì 6 agosto, alle ore 19, il sagrato della chiesa della Beata Vergine di Bonaria, a Marceddì, farà da cornice a un appuntamento che promette di intrecciare storia, memoria e comunità. Le Granate Rosa di Terralba presenteranno il loro nuovo lavoro editoriale, “Acqua salmastra. Testimonianze del territorio”, in dialogo con Marcello Murru, presidente della casa editrice Il Pettirosso.

Il volume nasce dalla raccolta di tredici testimonianze orali, arricchite da numerose fonti archivistiche e articoli di giornale, e si propone un obiettivo tutt’altro che semplice: ricostruire la storia di Marceddì dalle origini fino ai giorni nostri, tenendo insieme i fili di generazioni diverse. Un percorso che attraversa quasi un secolo di vita del territorio, dalla testimonianza di Angelino Pinna, che visse in prima persona le grandi battaglie per abbattere il feudalesimo lagunare, fino a quella di Angelica Megaro, giovane pescatrice ventenne oggi attiva nel settore ittico. Il titolo scelto per il progetto non è casuale. “Acqua salmastra” riprende l’idea di un elemento che si insinua nel territorio e, nel farlo, crea connessioni, tra Marceddì, Terralba e Guspini, tra il mare e la terraferma, tra il lavoro della pesca e la devozione religiosa che per secoli ha richiamato a Marceddì anche la popolazione limitrofa di Sant’Antonio di Santadi.