Poco prima di scomparire dietro l'orizzonte, il Sole si trasformerà in una sottile mezzaluna, una sorta di lieve falce di luce. Succederà mercoledì prossimo, 12 agosto, quando i romani potranno assistere a un'eclissi solare parziale, un fenomeno raro che accompagnerà il tramonto sulla Capitale e che tornerà a ripetersi solo il 2 agosto 2027.

Alle 19.32 la Luna inizierà a coprire progressivamente il disco solare, col momento di massima eclissi previsto attorno alle 20.06 – quando il 57,89% del Sole verrà oscurato – anche se, nella Capitale, il tramonto arriverà proprio qualche minuto prima, dunque i romani, fermi col naso all'insù, potranno godere solo della prima parte del fenomeno, comunque molto suggestivo. E i luoghi da cui ammirarlo saranno innumerevoli: dal Gianicolo a Monte Mario, fino al Giardino degli Aranci o perché no, anche il litorale romano.Le raccomandazioni Per quanto spettacolare, però, l'eclissi solare non va osservata ad occhio nudo. In vista del 12 agosto, è stato il Ministero della Salute stesso a ricordarlo sul proprio sito, dove ha pubblicato indicazioni specifiche elaborate dalla Commissione per la prevenzione della cecità e dell'ipovisione. Le stesse raccomandazioni arrivate ieri dalla Fondazione Bietti di Roma, l'unico Irccs italiano dedicato esclusivamente all'oftalmologia e i cui ricercatori fanno parte proprio di quella Commissione. Sono loro a mettere in guardia da un rischio spesso sottovalutato: quello di danni permanenti alla retina.«Durante un'eclissi, anche se la luna si frappone tra il Sole e la Terra, la potenza dei raggi solari non diminuisce – spiega la direttrice della Fondazione, Monica Varano – esporre gli occhi al Sole senza un'adeguata protezione può causare la cosiddetta "cecità da eclissi", o ustioni retiniche, note anche come retinopatia solare». Il problema è anche che il danno non si manifesta subito: «Può essere temporaneo o permanente e non provoca dolore, possono trascorrere da poche ore a qualche giorno dopo l'osservazione dell'eclissi prima di rendersene conto», avverte Varano.Per questo gli specialisti invitano a non improvvisare: «Non bastano comuni occhiali da sole, né vetri affumicati, pellicole radiografiche o altri filtri di fortuna – sottolinea Varano – l'unico modo sicuro per assistere al fenomeno è utilizzare occhiali per eclissi certificati ISO 12312-2, da indossare prima di alzare lo sguardo e mantenere per tutta la durata dell'osservazione. Ogni altra soluzione non protegge».Un'attenzione particolare, raccomanda poi la direttrice della Fondazione Bietti, va riservata ad alcune categorie più "fragili": e quindi bambini e ragazzi, più esposti al rischio perché attratti dal fenomeno e perché i loro occhi sono più vulnerabili, così come quelli degli anziani e di chi soffre si patologie oculari. Poi, l'ultimo richiamo di Varano, che sollecita a una visita immediata in caso di problemi dopo la visione dell'eclissi: «Se nelle ore o nei giorni successivi compaiono disturbi visivi, anche lievi, è necessario rivolgersi a un oculista».La prevenzione Ma la prevenzione, ricordano gli specialisti della Fondazione Bietti, non riguarda soltanto il 12 agosto. La luce intensa, il riverbero del mare, superfici chiare e le lunghe giornate trascorse all'aperto che caratterizzano la stagione estiva, finiscono per esporre gli occhi a una quantità di radiazioni che, nel tempo, possono favorire infiammazioni, accelerare l'opacizzazione del cristallino e, nei casi più gravi, danneggiare la retina.Da qui l'invito ad adottare semplici accorgimenti quotidiani, come occhiali da sole con filtri UV certificati, modelli avvolgenti e un cappello a tesa larga. Così da continuare a godersi il sole senza mettere a rischio la salute degli occhi.