L’export toscano continua a correre e cresce molto più della media nazionale, ma lo fa grazie soprattutto alla spinta dei poli tecnologici. Nei primi tre mesi del 2026 le esportazioni regionali hanno raggiunto i 21,5 miliardi di euro, con un incremento del 30,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a fronte del +1,3% registrato a livello nazionale.
È quanto emerge dal Monitor dei distretti e dei poli tecnologici del Dipartimento ricerca di Intesa Sanpaolo. Le prospettive per il resto del 2026 restano improntate ad un cauto ottimismo. Le attese sul fatturato confermano la tenuta del sistema produttivo, con aspettative favorevoli soprattutto per le imprese attive nei comparti ad alta tecnologia, salute, meccanica e turismo.
Sul fronte degli investimenti, le aziende puntano su intelligenza artificiale, autoproduzione energetica, cybersecurity e ammodernamento degli impianti. Limitando l’analisi ai distretti industriali e ai poli tecnologici, l’export ha raggiunto 10,4 miliardi di euro (+3,2%), in controtendenza rispetto al dato nazionale (-0,7%).
A trainare la crescita sono i poli tecnologici (+25%), grazie soprattutto al Polo farmaceutico toscano, che supera i 5,3 miliardi di euro (+25,6%). Più difficile la situazione dei distretti tradizionali, che hanno chiuso il trimestre con un calo del 13,3%, fermandosi a 4,97 miliardi di euro.






