Bologna, 4 agosto 2026 – “Doteremo Bologna di una struttura che la caratterizzerà per i prossimi anni. Un qualcosa che sotto le Torri non c’è” e che “produrrà lavoro. Ci abbiamo messo molta visione di futuro”. Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere, traccia la linea da seguire per la realizzazione del nuovo stadio che dovrebbe sorgere in zona Fiera. Una costruzione che non rappresenterà solo la casa dei rossoblù, ma che sarà una struttura polifunzionale per concerti ed eventi.
Calzolari, come nasce il progetto?
“Partiamo dalla zona: è di nostra proprietà (fino al Parco Nord, indicativamente) ed è molto infrastrutturata, tra il casello autostradale e il grande parcheggio; le due uscite della tangenziale, il cantiere del Passante, con al momento il Lotto 0, e il futuro tram, che si fermerà davvero a 60 metri dall’area. Una zona che ora è degradata: c’è prostituzione e ci sono anche persone che abbandonano lì i rifiuti. Ma ha delle potenzialità”.
Per questo l’avete ’candidata’?
“Noi avevamo già l’intenzione di proiettare su quell’area lo sviluppo di padiglioni per l’attività fieristica, pensando a una struttura polifunzionale, sull’onda dell’ottima esperienza del Palazzetto. Anche perché, bisogna dirlo, uno stadio dove si gioca a calcio ogni 15 giorni economicamente non è sostenibile”.











