Raffreddare la temperatura, riportando sui tavoli Ue i concetti dell'unità e della solidarietà. Alla vigilia del vertice dei ministri dell'Interno su Ceuta, Ursula von der Leyen e la presidenza di turno dell'Unione si sono mosse in stretto coordinamento per cercare di frenare una crisi che, da migratoria, è diventata in breve tempo politica mentre dall'altra parte dell'oceano torna a cavalcare l'emergenza anche Donald Trump: "L'immigrazione sta uccidendo l'Europa". In una lettera indirizzata al premier spagnolo Pedro Sanchez la presidente della Commissione ha messo nero su bianco quanto nelle ore calde di Ceuta aveva omesso: che l'Ue è al fianco di Madrid. Il tentativo di riappacificazione è tuttavia riuscito a metà.

Lo strappo tra Italia e Spagna appare profondo e rischia di avere ripercussioni importanti sui principali file europei del prossimo autunno. Il governo di Giorgia Meloni sulla crisi di Ceuta "non è stato all'altezza", è stato il nuovo attacco sferrato da Madrid a Roma. A riportare in auge l'attrito, questa volta, è stato il ministro degli Esteri iberico José Manuel Albares che ha puntato il dito anche contro la destra spagnola per le sue posizioni "irresponsabili". La replica dell'Italia, da un punto di vista governativo, è stata prima affidata al Viminale che ha ricordato come con il governo Meloni gli sbarchi abbiano registrato "un calo del 55% rispetto all'anno scorso e di circa l'82% sul 2023, primo anno di insediamento dell'esecutivo". "Al ministro degli Esteri spagnolo non rispondo io, ma i numeri. Numeri che sono il frutto di un duro lavoro, di accordi bilaterali con otto Paesi di origine e transito che oggi promuovono flussi migratori regolari e sicuri e contrastano il traffico di esseri umani", ha poi rincarato la dose il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Ben diverso il tono della riposta di Fdi, che con il capodelegazione al Pe Carlo Fidanza ha definito "surreali e ipocrite" le critiche all'Italia arrivata dal governo Sanchez, bollato come "disperato". Alla riunione dei Rappresentanti Permanenti dei 27, tuttavia, il clima è apparso leggermente meno teso. A fare da apripista all'incontro è stata la lettera con cui von der Leyen ha risposto alla missiva partita dalla Moncloa nella giornata di sabato. "La migrazione è una sfida europea, che richiede una riposta europea. E per questo la solidarietà è fondamentale", ha rimarcato von der Leyen, tracciando la strada per lavorare su cinque priorità: prevenire gli arrivi degli irregolari attraverso la cooperazione con i Paesi terzi; rafforzare i confini esterni; attuare i sistemi di allerta precoce; smantellare le reti di trafficanti; rafforzare i rimpatri. Priorità che sono state ampiamente concordate durante la riunione del Coreper II, nella quale - hanno spiegato fonti diplomatiche Ue - è stata registrata "una forte solidarietà" nei confronti di Madrid oltre alla "valutazione condivisa" che la situazione a Ceuta "è stata riportata velocemente sotto controllo".