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di Alfredo Zermo

03 Agosto 2026, 14:59

Torna al centro del dibattito europeo la gestione dei flussi migratori, dopo che il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha puntato il dito contro l'Italia per la crisi di Ceuta. In un'intervista a Tve, alla vigilia della riunione dei ministri dell'Interno Ue, Albares ha parlato di governi che "non sono stati all'altezza" della solidarietà europea richiesta dalla vicenda, indicando esplicitamente Roma tra questi. Il ministro ha anche ribattuto alle critiche italiane ricordando le "crisi ripetitive" di Lampedusa, sostenendo che la Spagna sarebbe sempre stata solidale "politicamente e con i fatti" e che lo stesso trattamento dovrebbe valere per lei da parte dei partner europei.

Una lettura diversa arriva da Mario Morcone, ex capo del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione, che per anni ha seguito da vicino l'emergenza sbarchi a Lampedusa negli anni della Primavera Araba. Interpellato dall'Adnkronos, Morcone ha ricordato che l'Italia gestì l'arrivo di decine di migliaia di persone sull'isola «in maniera compatibile con le nostre possibilità» e nel rispetto dei diritti, paragonando quella vicenda all'accoglienza di un milione di siriani decisa allora dalla Germania di Angela Merkel. Secondo l'ex prefetto, il caso Ceuta sarebbe oggi vittima di una strumentalizzazione politica che alimenterebbe un'«ossessione dell'invasione che non c'è», più legata a dinamiche di consenso interno — italiano e spagnolo — che alla realtà dei numeri.