Siamo tutti bravi a ridacchiare del turista straniero che ordina pizza e cappuccino o mette il Parmigiano sugli spaghetti allo scoglio, ma ci siamo mai chiesti, noi, italiani in vacanza all’estero, se sappiamo comportarci a tavola in modo impeccabile? Siamo davvero capaci di ordinare un pasto in un bistrot parigino, fare aperitivo a Ibiza o mangiare sushi a Tokyo?

E se fossero gli altri, per una volta, a ridacchiare di noi? Meglio prepararsi con una serie di regole e consigli sulle abitudini da lasciare a casa quando si tratta di mangiare all’estero. Lo abbiamo chiesto a quattro esperti, che potrebbero salvarci da una figuraccia o perlomeno consigliarci su come godere al meglio di un pasto da veri “local”.

In Spagna, niente aperitivo, niente fretta e niente pasta. Borja Beneyto, conosciuto online come Matoses, è uno scrittore e critico gastronomico madrileno, tra i più noti osservatori della ristorazione spagnola e internazionale. Ci stila una guida di sopravvivenza per gli italiani che stanno preparando la valigia per la Spagna e le isole: “Come prima cosa: se siete su una terrazza al sole, ordinate un Aperol Spritz e aspettate che compaia il buffet di focaccia e insalata di pasta resterete delusi. Non arriverà.Il glorioso aperitivo italiano qui non esiste. Noi abbiamo tapas e raciones e, salvo in alcune zone dell’Andalusia, si pagano”.