La guerra dell’Italia alla cannabis light potrebbe fermarsi in Europa, mentre l’Italia non sa dire se il Cbd sia droga oppure no. Oggi il Consiglio di Stato ha pubblicato la sentenza rinviando la questione alla Corte di Giustizia Ue: saranno i giudici a Lussemburgo, sulla base del diritto dell’Unione, a decidere se il cannabidiolo in composizioni orali sia un farmaco a base di stuoefacenti, oppure un innocuo composto da acquistare perfino in tabaccheria o nei cannabis shop. Dalla risposta al quesito può dipendere la sopravvivenza di circa 3mila aziende, 30mila posti di lavoro, un mercato in crescita con un fatturato da 500 milioni di euro l’anno, già duramente colpito dal decreto Sicurezza di aprile 2025. L’ordinanza del Consiglio di Stato riguarda un altro provvedimento: il decreto ministeriale Speranza-Schillaci risalente al 2020, a cavallo tra destra e sinistra, governo Meloni e Conte II, perché il fronte contro la canapa è trasversale. Ma le conseguenze del verdetto europeo potrebbero ricadere sul decreto Sicurezza firmato da Meloni. Anche Coldiretti – vicinissima a palazzo Chigi – ha sostenuto il ricorso presentato da IcI (Imprenditori canapa Italia) presso il vertice della giustizia amministrativa.