La partita giudiziaria sul Cbd per uso orale si sposta sul terreno del diritto europeo. Con l’ordinanza n. 6202/2026, il Consiglio di Stato ha sospeso il giudizio nazionale contro il decreto del ministero della Salute del 27 giugno 2024, affidando alla Corte di giustizia dell’Unione europea cinque questioni pregiudiziali sulla compatibilità delle restrizioni italiane coi principi comunitari.

Il ricorso è stato promosso da Ici–Imprenditori canapa Italia, assistita dagli avvocati Dario De Blasi, Alberto Gava e Francesco Renda. Il decreto contestato ha inserito nella Tabella dei medicinali, sezione B, le composizioni per somministrazione orale contenenti cannabidiolo (Cbd) ottenuto da estratti di cannabis, sottoponendole a un regime che limita fortemente i canali distributivi e le esclude dai normali circuiti commerciali.

Il Consiglio di Stato chiede innanzitutto ai giudici europei di stabilire se questa disciplina costituisca una misura equivalente a una restrizione quantitativa alla libera circolazione delle merci. La Corte dovrà inoltre valutare se sia compatibile col diritto Ue un regime che non vieta formalmente la commercializzazione, ma può produrre un effetto sostanzialmente impeditivo per prodotti fabbricati e venduti legalmente in altri Stati membri.