È un colpo durissimo per tutta la filiera: chiudono i cannabis shop, gli agricoltori si trovano con le piante, diventate illegali, nei campi. Migliaia di provvedimenti, centinaia di processi, sequestri di merce. Abbiamo assistito centinaia di aziende e speso, solo per l’assistenza legale, oltre 150.000 euro, ma il risultato è che comunque la filiera si è ridotta. Tanti non hanno resistito, non ce l’hanno fatta o hanno avuto paura. E il mercato si è contratto.

Equiparare la canapa industriale o la cannabis light alle droghe tradizionali danneggia ingiustamente un comparto agricolo e commerciale d'eccellenza, mettendo a rischio circa 30.000 posti di lavoro in Italia e investimenti in settori puliti come la cosmesi, l'alimentare e la bioedilizia.