Il ministro degli Esteri incalzato dai giornalisti ammette che la sospensione di Schengen con la Spagna serve a «prevenire» problemi

«È giusto controllare e verificare». Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani torna a difendere la decisione del governo italiano di sospendere temporaneamente l’accordo di Schengen con la Spagna dopo la crisi migratoria di Ceuta, reintroducendo i controlli per chi (cittadino di un Paese terzo) arriva da quel Paese sul nostro territorio. A margine del Festival La Versiliana, a Marina di Pietrasanta, Tajani viene però incalzato sul senso e sull’impatto di quella misura entrata in vigore da sabato. «Non ci sono i risultati, stiamo verificando con il controllo dei passaporti se ci sono persone che non possono entrare in Italia», si tiene prudente il titolare della Farnesina. Quando poi gli viene fatto notare che da Ceuta all’Italia è tutt’altro che agevole arrivare, e che d’altronde oltre 73mila migranti sono già stati rispediti in Marocco, Tajani prova a uscire dall’angolo così: «È un momento particolare, ricordiamo che c’è stato un attentato in Germania, c’è un ritorno dell’Isis nell’Africa subsahariana». Il punto per il vicepremier insomma è «prevenire» l’insorgenza di problemi per l’Italia legati all’immigrazione.