Sono serviti tre giorni per domare le fiamme che, a partire dall’8 giugno, si sono diffuse nell’impianto Delca energy di Lugnano (frazione di Vicopisano), un'azienda che è autorizzata a stoccare rifiuti – essenzialmente materiale plastico pressato per trasformarlo in combustibile solido secondario (CSS) – provocando una vasta colonna di fumo visibile per chilometri dall’epicentro, che ha portato forti preoccupazioni in merito alle ricadute ambientali nell’area, in termini d’inquinamento atmosferico.
La scorsa settimana l’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpat) ha comunicato che «sono terminate le analisi dei filtri del PM10 delle stazioni di monitoraggio di Pisa-Passi, di Pisa-Borghetto e di Lucca-Viareggio; in tutti i campioni analizzati risultano praticamente assenti gli inquinanti organici ricercati, ovvero diossine e furani; i segnali strumentali risultano infatti tutti inferiori ai valori di LOQ (Limit Of Quantification) e, comunque, i valori sommatoria espressa in I-TEQ come Lower Bound (LB) e Upper Bound (UB) sono conformi ai valori di fondo assegnati ad un’area urbana per questi tipi di inquinanti».
Posta la preminenza e l’importanza dei controlli pubblici da parte delle autorità preposte, verso la quale è essenziale mantenere la fiducia da parte della cittadinanza, per informare ulteriormente la popolazione sullo stato dell’arte sta nascendo l’ipotesi di un monitoraggio ambientale indipendente, rigoroso e trasparente, che vada in parallelo al lavoro degli enti pubblici.






