La quarta ondata di calore dell’estate soffoca l'Italia. Nelle ultime 48 ore i termometri nel Paese hanno raggiunto l'apice, con temperature che in diverse aree della Pianura Padana e del Centro hanno superato la soglia dei 40 gradi. Secondo i meteorologi, l’anticiclone africano continuerà a dominare la scena per almeno un’altra settimana, senza un significativo calo delle temperature. Il Ministero della Salute mantiene il livello massimo dell’allerta: sono 25 le contrassegnate dal bollino rosso, un segnale di rischio elevato per tutta la popolazione e in particolare per anziani, bambini e persone affette da patologie croniche. Le conseguenze dell’ondata di calore si riflettono anche sul sistema sanitario. Nelle principali città italiane gli accessi ai Pronto soccorso sono aumentati di circa il 15%, come riportato da Ansa. A chiedere più cure mediche sono in particolare gli anziani, soprattutto quelli che vivono soli in casa o con malattie croniche, oltre ai pazienti con disturbi psichiatrici. Il caldo intenso, infatti rappresenta un importante fattore di rischio per le persone più fragili. L’emergenza riguarda anche il fronte incendi, alimentati dalle alte temperature, dal vento e dalla forte siccità. Nel Cuneese due Canadair sono impiegati da giorni per spegnere un vasto rogo che ha già distrutto circa 40 ettari di bosco. Un altro incendio interessa il Carso triestino, dove i Vigili del fuoco monitorano costantemente la situazione e sono pronti ad evacuare abitazioni qualora fosse necessario. Il fumo ha raggiunto anche la città di Trieste. In Puglia, sul litorale Tarantino, un incendio ha coinvolto diverse macchine parcheggiate vicino alla spiaggia, causando momenti di paura tra i bagnanti. Le fiamme potrebbero essere partite per poi propagarsi rapidamente sulla vegetazione circostante.L’incendi e le ondate di calore stanno interessando anche numerosi Paesi europei. Secondo il Financial Times, nei primi due mesi della stagione estiva i danni economici causati dagli incendi boschivi e dalle temperature estreme in Francia, Spagna, Portogallo, Grecia e Romania hanno raggiunto complessivamente i 3,1 miliardi di euro. Nello stesso periodo, in Europa sono già andati in fumo quasi 500 mila ettari di territorio.Secondo gli esperti, l’ondata di caldo non darà tregua alla popolazione per almeno altri otto giorni. Le temperature restano elevate anche durante la notte a causa del forte calore accumulato dal terreno e dal mare. I bacini che circondano la penisola infatti registrano temperature sopra i 28 gradi, favorendo le cosiddette notti tropicali dove il sollievo del caldo è praticamente assente. L’emergenza climatica è presente anche in alta quota. Sulle Alpi le temperature risultano mediamente comprese tra i 2 e i 4 gradi sopra la media del trentennio 1991-2020, accelerando la fusione dei ghiacciai. Tra le aree più critiche figurano il Monte Bianco, la Marmolada e l’Adamello costantemente configurati monitorati dagli esperti. Secondo Legambiente, oltre il 90% dei circa 900 ghiacciai italiani censiti presenta ormai una superficie inferiore a mezzo chilometro quadrato e continua a perdere massa anno dopo anno. L’Adamello rimane uno dei casi più emblematici, con una perdita stimata di circa 12 milioni di metri cubi d’acqua nell’ultimo anno. Per richiamare l’attenzione Legambiente ha organizzato un flash mob sul ghiacciaio dell’Adamello, rilanciando l’appello per una strategia condivisa a livello europeo capace di tutelare il patrimonio glaciale e contrastare gli effetti del cambiamento climatico.Le elevate temperature stanno incidendo anche sui principali corsi d'acqua europei. Il calo del livello del Reno e del Danubio sta creando difficoltà alle attività industriali e alla produzione energetica. Lungo il Reno sorgono importanti impianti chimici tedeschi, mentre il basso livello del Danubio potrebbe costringere la centrale nucleare ungherese di Paks, responsabile di circa la metà della produzione elettrica nazionale, a sospendere le proprie attività. In Romania, uno dei due reattori della centrale di Cernavoda è già stato fermato. In Francia, gli incendi hanno coinvolto anche il settore aerospaziale e della difesa. Aziende come Safran, Dassault Aviation e ArianeGroup hanno sospeso temporaneamente la produzione ed evacuato il personale. Secondo la Camera di commercio della Gironda, almeno 40 mila imprese hanno subito gli effetti dell'emergenza e, al 30 luglio, 19.500 risultavano completamente chiuse. In Spagna, l'Unione dei piccoli agricoltori e allevatori stima che gli incendi abbiano danneggiato circa 18.500 ettari di superfici produttive, costituite in prevalenza da pascoli.