L’intesa in Conferenza Stato-Regioni destina alla Puglia 620 milioni nell’ambito del Programma INAIL di edilizia sanitaria: 96 al Miulli, 137 al Panico, 388 al nuovo Ospedale del Sud Salento. Una dotazione straordinaria nel Mezzogiorno dell’ultimo decennio. Perciò merita una lettura che ecceda l’annuncio partendo da un’osservazione scomoda: si continua a usare il finanziamento in conto capitale per produrre output - metri cubi, posti letto, presidi - senza costruire il ragionamento strutturale e programmatico sugli outcome di processo che soli giustificano l’investimento.
Su questi ultimi, finora, non si è detto nulla. Presa in carico delle patologie croniche da parte delle reti cliniche, mobilità passiva, aderenza terapeutica, accessibilità reale alle prestazioni, gestione dei percorsi: sono le dimensioni su cui si gioca l’equità di un sistema sanitario. Si misurano attraverso indicatori di processo e di esito percepito - i PREMs - dei quali il documento di assegnazione non reca traccia. Un ospedale nuovo non è la risposta a una di queste dimensioni: è, al più, la precondizione di alcune. Confondere la precondizione con la risposta è l’errore ricorrente della programmazione per le infrastrutture.








