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Un'impronta quasi invisibile. Un granello di terra rimasto sotto una scarpa. Una variazione nella composizione mineralogica di un terreno. È da dettagli come questi che può dipendere la soluzione di un caso di omicidio.Per cinque giorni, Messina si è trasformata in un grande laboratorio investigativo ospitando l'VIII edizione della Summer School "Tiziano Granata" di Geologia Forense e Criminalistica dell'Università degli Studi di Messina, diretta dalla professoressa Roberta Somma. Un percorso di alta formazione che rappresenta ormai un unicum nel panorama universitario italiano e che continua ad attrarre partecipanti da ogni parte del Paese: quest'anno i corsisti sono arrivati da Como, Ferrara, Pisa, Roma, Lecce, Cosenza.La risposta non è arrivata soltanto nelle aule del Dipartimento MIFT, attraverso le lezioni di Geologia Forense della professoressa Roberta Somma, di Medicina Legale della professoressa Daniela Sapienza, di Procedura Penale del professor Corrado Rizzo e di Diritto ambientale della professoressa Simona Raffaele. È arrivata soprattutto sul campo, là dove un investigatore deve imparare a osservare prima ancora che a cercare.

Le novità di questa ottava edizione hanno infatti trasformato la Summer School in un'esperienza ancora più immersiva. Per la prima volta, grazie alla sensibilità della rettrice Giovanna Spatari e del direttore generale Pietro Nuccio, tutti i partecipanti provenienti da fuori sede sono stati ospitati gratuitamente presso Villa Amalia, all'interno del complesso universitario di Villa Pace: un luogo immerso nel verde, tra giardini curati e terrazze affacciate sullo Stretto di Messina, che ha favorito non solo lo studio ma anche la nascita di una vera comunità scientifica.Fondamentale anche la collaborazione con il Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica. Dirigenti della Polizia Scientifica della Sicilia Orientale, Francesco Sudoso e Maria Concetta Allia, insieme a Paola Di Simone della Sicilia Occidentale, hanno guidato i partecipanti in lezioni ed esercitazioni di criminalistica dedicate all'analisi della scena del crimine, alla balistica, alla dattiloscopia e alla genetica forense.Nella pineta del Polo Scientifico Papardo è stata allestita una simulazione realistica del ritrovamento di resti umani. I partecipanti hanno dovuto delimitare l'area, individuare gli indizi, documentare ogni elemento e ricostruire la scena seguendo i protocolli della polizia giudiziaria.