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Andrea Pasqualetto

Dieci ore di sopralluogo. Prelevati centinaia di campioni da indumenti, mobili e suppellettili. Sentiti il marito della vittima e un'insegnante

Sono arrivati da Berlino con le loro apparecchiature sofisticate, le loro tute anticontaminazioni e la fama di massime autorità continentali in materia. Christian Herzog e la sua vice Sylvia Worbs del Robert Koch Institut, l’istituto federale tedesco di sanità pubblica che ospita uno dei principali centri europei specializzati nello studio delle minacce biologiche, hanno acceso i riflettori sul caso Pietracatella, il duplice delitto di Antonella Di Vita, 50 anni, e di sua figlia Sara, 15.

Abitazione al setaccioOmicidio premeditato che secondo la procura sarebbe stato commesso tra il 23 e il 24 dicembre dello scorso anno con una sostanza micidiale: la ricina. Per dieci ore hanno passato al setaccio l’abitazione della famiglia Di Vita, che è sotto sequestro, con gli investigatori della polizia criminale tedesca, la Bundeskriminalamt, alla presenza del tossicologo forense Luca Morini, degli uomini della Squadra Mobile di Campobasso e della Polizia Scientifica, che si stanno occupando dell’indagine. Hanno prelevato centinaia di campioni da indumenti, mobili, suppellettili e da ogni altro reperto ritenuto utile per accertare la presenza della ricina. «Non è come il luminol utilizzato dalla Scientifica per scovare tracce di sangue, che restituisce risultati immediati», spiegano gli esperti.