Le polemiche per il forfait di Jannik Sinner al Masters 1000 di Montreal non si placano. Dopo giorni di discussioni sull’assenza del numero uno del mondo, il dibattito si è spostato su un tema più ampio: il torneo canadese sta diventando un appuntamento sempre meno attrattivo per i big del circuito. “Penso che il Canada sia diventato un caso difficile per l’ATP. Se lo si vuole davvero aiutare, bisogna essere disposti ad allentare i cordoni della borsa”, è la riflessione di Mark Petchey, ex numero 80 del mondo e oggi opinionista, che propone una soluzione.
Secondo Petchey, intervenuto al podcast The Big T, l’ATP dovrebbe valutare una deroga alle regole che vietano ai Masters 1000 di offrire compensi garantiti ai giocatori per assicurarsi la presenza delle stelle del circuito. “Sinceramente credo che l’unica maniera per risolvere il problema del Canada, dal lato ATP, sia creare una regola speciale che permetta al torneo di attrarre i migliori giocatori con un compenso garantito. Ovviamente nei Masters 1000 non è ammesso pagare questi compensi“, ha spiegato.
L’ex tennista britannico ritiene che la norma sia soprattutto per tutelare gli organizzatori da costi aggiuntivi in caso di forfait, ma che il caso di Montreal richieda un’eccezione. “È pensata non tanto per i giocatori, quanto per proteggere gli organizzatori, evitando di sostenere ulteriori spese se i migliori decidono di non partecipare. Ma penso che il Canada sia diventato un ‘caso difficile‘ per l’ATP”. Sinner ha deciso di rinunciare al torneo canadese per concedersi una settimana di vacanza in più e prepararsi al meglio a Cincinnati prima, ma soprattutto gli Us Open poi, ultimo Slam annuale in cui il numero uno al mondo perse in finale contro Carlos Alcaraz in quattro set nella passata stagione.














