A Montréal, dove il via sul cemento nordamericano è fissato per il 2 agosto 2026, la rinuncia di Jannik Sinner farà rumore. Il numero uno del mondo ha deciso di non prendere parte al National Bank Open, privando in un istante il torneo del suo protagonista più atteso e del suo perno naturale. Un evento allestito attorno al suo fuoriclasse.
Per cogliere appieno il peso del forfait, occorre considerare ciò che il Canada si apprestava a celebrare: Tennis Canada aveva costruito un’edizione maschile presentata come la più ambiziosa di sempre, estesa su 12 giorni, con 96 giocatori in tabellone e la presenza di 71 dei primi 72 del ranking ATP.
In questo quadro di eccellenza, Sinner rappresentava il vertice naturale: sarebbe arrivato da leader della classifica e campione in carica dell’edizione 2023, con un bilancio di sette vittorie e tre sconfitte. Non solo: l’azzurro è reduce da un prodigioso bis a Wimbledon (ufficializzato dall’ATP Tour il 12 luglio 2026), trionfo che lo ha collocato definitivamente al centro del panorama mondiale, confermando una straordinaria tenuta sotto pressione e un feeling speciale con i grandi palcoscenici.
L’impatto della rinuncia si misura nel tempismo e nello stato di forma eccezionale del giocatore. Togliere Sinner dal tabellone significa sottrarre alla competizione l’atleta che più di ogni altro avrebbe garantito continuità tecnica, un poderoso richiamo internazionale e la prospettiva della finale più prestigiosa. Il nuovo format del torneo, pensato per valorizzare l’esperienza degli appassionati e distribuire i match di cartello nell’arco di due settimane, subisce così una perdita secca e impone agli organizzatori una netta correzione di rotta.










