TRENTO. La disputa tra cooperative sull'affidamento del servizio di assistenza domiciliare non deve ricadere sui lavoratori né mettere in secondo piano le criticità strutturali del settore. È la posizione espressa dalla UIL FP del Trentino, che interviene sul confronto in corso chiedendo alla politica provinciale di assumersi le proprie responsabilità e di affrontare il problema della carenza di personale.
Secondo il segretario generale Andrea Bassetti e il responsabile del settore cooperative sociali Manuel Cescatti, il dibattito di queste settimane rischia di spostare l'attenzione dal tema centrale: la tutela degli operatori e la qualità del servizio garantito ai cittadini. Il sindacato precisa di non voler entrare nel merito della disputa tra le cooperative, ricordando però che gli appalti pubblici prevedono regole precise per la tutela del personale nei cambi di gestione, norme che devono essere rispettate da tutti i soggetti coinvolti.
Per la UIL FP la vera emergenza resta la cronica carenza di operatori socio-sanitari e assistenziali, una situazione che da anni interessa il settore della domiciliarità e che, sottolinea il sindacato, non dipende dall'attuale appalto né sarà risolta con il semplice cambio del gestore. Per questo viene chiesta una strategia provinciale capace di rendere più attrattive queste professioni, migliorando le condizioni economiche e organizzative e garantendo continuità assistenziale alle persone più fragili.






