MILANO – Agosto si apre all’insegna del rialzo, spinta dalla nuova ondata di negoziati tra Stati Uniti e Iran, annunciata nella notte dal presidente Usa, Donald Trump. I primi effetti concreti si misurano sul petrolio, con le quotazioni del Wti texano e del Brent europeo che perdono oltre il 5 per cento. Gli investitori osservano con attenzione anche il mercato azionario: oltre i risultati trimestrali delle grandi quotate in arrivo su entrambe le sponde dell’Atlantico, da segnalare l’ipotesi di una maxi fusione tra AstraZeneca e l’americana Bristol Myers Squibb, che creerebbe un colosso farmaceutico da quasi 400 miliardi di capitalizzazione. A Piazza Affari occhi puntati sul risiko bancario, dopo l’indiscrezione che vede Mps lanciare un’offerta su Banco Bpm per sfuggire all’Opas di Intesa Sanpaolo, e Prysmian, che ha acquisito una società statunitense per 3,8 miliardi.

AstraZeneca tratta con Bristol Myers Squibb maxi fusione da 400 miliardi (FT)

La britannica AstraZeneca tratta la maxi fusione con la rivale Usa, Bristol Myers Squibb: l'operazione darebbe vita al quarto colosso al mondo di Big Pharma per capitalizzazione di mercato, a ridosso dei 400 miliardi di dollari. Le due società – scrive il Financial Times citando fonti informate – avrebbero discusso negli ultimi mesi l'aggregazione e i colloqui potrebbero portare a un accordo nel prossimo futuro, anche se non si escludono ritardi o fallimenti del negoziato. AstraZeneca, la seconda società quotata britannica per valore, capitalizza 196 miliardi di sterline (260 miliardi di dollari), mentre Bms 133 miliardi di dollari.