di
Silvia M. C. Senette
Gaetano Leonardi si alza tutti i giorni alle 5.30: «Qui gli anziani vengono anche solo per parlare, ascolto i problemi di tutti. Se alle dieci di mattina vedo dei ragazzi comprare le chewing-gum, indago sul perché non sono a scuola»
«La prima sveglia suona alle 5.21, la seconda alle 5.26 e l’ultima alle 5.31: un caffè, una sigaretta e alle 6.15 si apre la serranda. Il mio primissimo cliente? L’1 dicembre 2007, una signora che voleva dei fazzoletti: glieli regalai. È ancora mia cliente». Per Gaetano Leonardi la giornata la comincia così, prima dell’alba, dietro al bancone dell’edicola-tabacchi di via Brennero, a Bolzano. Un presidio storico nato nel 1918, assegnato a una persona con un'invalidità riportata nella Grande Guerra come risarcimento, che oggi serve da cerniera tra due quartieri. «Dico sempre che siamo “la periferia del centro”, un punto di riferimento per Dodiciville e Rencio - racconta -. Per vent’anni ho fatto l'informatico, fino a diventare responsabile per una multinazionale. Poi nel 2007, dopo una riorganizzazione interna, mi sono trovato senza lavoro a 37 anni. Volevo aprire un bar, ma non sapevo fare il caffè; così è arrivata l’opportunità di rilevare questa licenza secolare e ho cambiato vita».






