Dalle 5 alle 19, sette giorni su sette, la serranda dell’edicola di piazza Carducci è sempre alzata. Nel cuore di Monza, uno dei chioschi più storici della città continua a rappresentare un punto di riferimento per residenti e frequentatori del centro. Ma dietro quella continuità si nasconde una battaglia quotidiana. "La situazione è difficile", racconta Marco Stefano Pedretti, che da oltre 25 anni gestisce l’attività. L’edicola esiste da almeno mezzo secolo e ha dovuto cambiare pelle per sopravvivere. Oggi accanto ai quotidiani trovano spazio giocattoli, caramelle, gratta e vinci e un servizio di biglietteria per gli autobus. "Abbiamo ampliato molto l’offerta perché con la sola vendita di giornali non si potrebbe andare avanti".

La svolta, però, non è bastata a invertire una tendenza che si è aggravata dopo la pandemia. "Dal Covid in poi è stato ancora più complicato". La contrazione delle vendite dei quotidiani cartacei continua a pesare sui bilanci, nonostante un nucleo di clienti affezionati che ogni mattina sceglie ancora il giornale. A fare la differenza è soprattutto il rapporto costruito negli anni. "Abbiamo clienti fissi e continuiamo a effettuare consegne a domicilio. Non solo giornali: se serve portiamo qualsiasi cosa". Un servizio di prossimità che racconta come l’edicola sia ancora molto più di un semplice punto vendita. Anche la clientela riflette i cambiamenti della società. "I bambini vengono per giochi e figurine, poi spariscono per tanti anni e tornano quando diventano genitori", osserva Pedretti con un sorriso. Per l’edicolante, però, il mercato da solo non basta. Servirebbero anche interventi pubblici. "Una riduzione della tassa per l’occupazione del suolo pubblico sarebbe un aiuto". E guarda con interesse ai bandi di sostegno, come quello promosso dal governo che mette a disposizione contributi fino a 4mila euro per coprire utenze, affitti e Imu.