Una “madre-tigre” cresce suo figlio nel segno della performance. Finché scopre che le maestre lo fanno giocare col Lego, mentre aiutano chi resta indietro. E capisce che alla base c’è un’altra logica, quella della “mediocrazia”

di

Barbara Stefanelli

“Mediocrazia”, la parola suona subito strana. È la traduzione (non ufficiale) di mediocracy, conio inglese all’incrocio tra medio-crità e merito-crazia. Il suggerimento è quello etimologico di “stare nel mezzo” e starci bene. Forse meglio che in vetta.

La scoperta è norvegese. In Norvegia, ogni Pasqua, le famiglie entrano in chiesa sugli sci. C’è una gara, riservata ai più piccoli: due giri su un tracciato fresco dove non vince il bambino più veloce. Vince chi mantiene lo stesso ritmo dall’inizio alla fine. Idealtid, lo chiamano, tempo ideale. Il premio va alla capacità di dosarsi e di restare in equilibrio sulle proprie capacità, senza strappi, senza tonfi, senza interruzioni.