HomePoliticaMigliaia in corteo . Sfilano i parenti di Fakir: "Qui da cittadini bolognesi"Lambertini (Familiari delle vittime): giusto ricordare anche altre ingiustizie. E la piazza fischia quando cita Nordio. "Disse di non conoscere il piano della P2".I familiari di Abderrahim Fakir,. morto il 19 luglio durante un fermo di poliziaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguicie Mariateresa Mastromarino
"È giusto che ci siano anche altri spazi per ricordare altre situazioni di ingiustizia". Sono le parole di Paolo Lambertini, nel suo primo 2 agosto da presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage, quando vede brandire uno striscione che condanna gli "omicidi di Stato" e cita anche la morte "Fakir", il 42enne morto al Pilastro il 19 luglio in un fermo di polizia. Per lui, Potere al Popolo, Usb e alcuni collettivi sono scesi in piazza, anche nel giorno del 46esimo anniversario dell’attentato di matrice neofascista. Come gli attivisti, lo ha fatto anche la famiglia di Abderrahim. Non vicino allo spezzone ’autonomo’ di Pap e Usb, ma di fianco ai familiari delle vittime e a due passi dal sindaco Matteo Lepore. Yossra e Khadija Fakir, nipote e sorella di Abderrahim, camminano alle spalle del primo cittadino. E questa non è la prima volta: "Sono qui da cittadina bolognese", precisa Yossra, che dice di aver vissuto questa ricorrenza "con grande rispetto e dolore: quando vivi una perdita così da vicino tutto assume un peso diverso. Non è solo una commemorazione, è qualcosa che senti dentro, ti parte in automatico". Dalla morte di Fakir, "l’abbraccio della città mi ha commossa – aggiunge – e mi sono stati tutti vicini. Questo riconferma che Bologna è una città unita". Una città unita e, almeno nell’anniversario dello scoppio della bomba, senza contestazioni. Perché la folla, composta da almeno seimila persone, si è riversata, come da 46 anni a questa parte, pacificamente per le strade del centro fino allo scalo ferroviario, per il giorno "più importante della storia della nostra città", scandisce Lepore. A lui va il sostegno e l’incoraggiamento della platea, dopo la valanga di minacce social ricevute e l’accanimento degli haters che lo hanno fatto finire sotto scorta.







