L’APERTURA della Commissione europea a maggiori margini di flessibilità fiscale per sostenere gli investimenti energetici offre all’Italia un’opportunità per accelerare la transizione e rafforzare la competitività del sistema produttivo nazionale. Bruxelles ha infatti accolto in parte la richiesta italiana consentendo agli Stati membri di destinare una quota della clausola di salvaguardia nazionale a investimenti per la resilienza energetica, la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e lo sviluppo della transizione, escludendo però l’utilizzo delle risorse per sussidi o tagli alle imposte sui carburanti. Nelle prossime settimane saranno definiti nel dettaglio i criteri e le misure ammissibili e gli interventi prioritari.

Per Fabio De Martini, amministratore delegato del Gruppo Unoenergy, tra i principali operatori italiani attivi in tutti i business della transizione energetica, questa flessibilità può rappresentare un’occasione concreta per favorire investimenti strutturali capaci di ridurre il costo dell’energia per le imprese nazionali e accelerare la crescita delle fonti rinnovabili.

De Martini, dal suo punto di vista, quale può essere un mix energetico davvero sostenibile e realistico per un Paese a forte vocazione manifatturiera come l’Italia, chiamato a decarbonizzare senza compromettere la propria competitività?