Un’estate difficile per il mondo agricolo, dalla collina fino al piano. Le temperature torride e la lunga assenza di precipitazioni consistenti sta mettendo a dura prova il comparto tornando a ribadire la necessità di investimento, tra questi la realizzazione di invasi, ormai indispenzabili per far fronte alla mutazione del clima. La sofferenza patita dalle coltivazioni e nella produzione presenterà il conto senza tralasciare i costi aggiuntivi per garantire il mantenimento quotidiano soprattutto del bestiame. Il settore in tutta la Liguria è in grossa difficoltà unendo nel disagio i pascoli completamente secchi con disponibilità di acqua sempre più ridotta negli alpeggi ai costi in costante aumento per garantire l’alimentazione e il benessere degli animali. Ma anche per gli oliveti, frutteti e colture orticole. Per questo Coldiretti Liguria ha chiesto l’avvio di una ricognizione puntuale dei danni sul territorio per verificare se sussistano le condizioni per richiedere alla Regione Liguria il riconoscimento dello stato di calamità naturale. quotidiana degli allevamenti.
"Le segnalazioni che stanno arrivando dalle imprese sono sempre più preoccupanti – hano spiegato Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – per questo riteniamo necessario avviare quanto prima una verifica puntuale della situazione su tutto il territorio regionale per valutare l’entità dei danni e accertare se vi siano le condizioni per richiedere alla Regione Liguria il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Le imprese stanno affrontando una stagione estremamente difficile e hanno bisogno di risposte rapide".














