Milano – C’è un luogo a Milano dove vive la storia della grande musica italiana ed europea. L’Archivio Ricordi raccoglie spartiti, documenti, lettere, bozzetti e fotografie dell’editore musicale Ricordi e dei suoi artisti. Dal palazzo di Brera, dove risiede presso la Biblioteca nazionale Braidense, l’Archivio parla al mondo (anche attraverso il sito: www.archivioricordi.com) della potenza dell’arte di Verdi, Puccini, Boito e altri. Pierluigi Ledda è il direttore dell’Archivio Ricordi.

Ledda, che senso ha oggi un archivio musicale accessibile a tutti?

“Il libero accesso ai documenti che custodisce contribuisce alla libera conoscenza, ed è un valore condiviso da archivi, musei e istituzioni culturali in genere. La condivisione del nostro patrimonio rappresenta un importante strumento di promozione e diffusione dell’Archivio. Ogni mese la nostra collezione digitale, ovvero la risorsa online su cui si possono consultare i documenti fin qui digitalizzati, conta circa 6.000 sessioni; al tempo stesso, i nostri spazi all’interno della Grande Brera accolgono quotidianamente studiosi e visitatori”.

Chi sono i vostri utenti?

“Studiosi di varie discipline, non solo musicologiche; addetti ai lavori del mondo del teatro, in particolare direttori d’orchestra, ma anche documentaristi, artisti, studenti di composizione, scenografia, costume, fotografia, grafica. C’è poi una rete di volontari digitali che contribuiscono sulla nostra piattaforma a descrivere meglio i documenti, ad esempio trascrivendo le lettere da noi conservate”.