(ANSA) - ROMA, 04 AGO - Carteggi, mappe, pergamene, fotografie, libri e archivi d'impresa: prende forma una memoria che attraversa secoli di storia italiana. Esiste un patrimonio che conserva una prospettiva più ampia sul passato, presente e futuro del nostro Paese. È il patrimonio custodito nelle biblioteche e negli archivi privati delle realtà familiari e imprenditoriali italiane, che sabato 3 ottobre 2026 tornerà ad aprirsi al pubblico con la V edizione di "Carte in Dimora. Archivi e Biblioteche: storie tra passato e futuro", l'iniziativa promossa dall'Associazione Dimore Storiche Italiane. È un patrimonio che racconta l'evoluzione delle comunità, delle attività economiche, del paesaggio e della vita culturale dei territori. Non una raccolta statica, ma uno straordinario capitale di conoscenze che continua ad essere studiato, reinterpretato e attivato, generando nuove letture della contemporaneità e idee per il futuro. L'iniziativa ha ricevuto il patrocinio del ministero della Cultura, della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco e di Anci. Con l'obiettivo di estendere ulteriormente il perimetro dell'iniziativa e valorizzarne la dimensione culturale, anche quest'anno "Carte in Dimora" accoglie la partecipazione di archivi privati non solo appartenenti alle dimore storiche associate ad Adsi, ma anche custoditi da Fondazioni e Musei pubblici e privati. "Nelle dimore storiche, gli archivi e le biblioteche rappresentano una straordinaria forma di eredità viva. Non raccontano soltanto ciò che siamo stati, ma ci aiutano a comprendere come si sono sviluppate le realtà territoriali, sociali ed economiche del Paese. Questi luoghi restituiscono una prospettiva di lungo periodo indispensabile per interpretare il cambiamento. Rendere accessibile questo patrimonio significa mettere a disposizione della collettività conoscenze, esperienze e storie che continuano a generare valore culturale, sociale ed economico", ha commentato Maria Pace Odescalchi, presidente dell'Associazione Dimore Storiche Italiane. Con "Carte in Dimora", l'Associazione rinnova così il proprio impegno nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale privato, promuovendo una visione delle dimore storiche come infrastrutture culturali diffuse, radicate nei territori e capaci di generare benefici concreti per le comunità. Luoghi in cui la memoria continua a vivere, essere condivisa e produrre valore, trasformando il patrimonio ereditato in una risorsa per le generazioni future. (ANSA).
Carteggi, mappe, pergamene, aprono gli archivi e le librerie delle dimore storiche
Carteggi, mappe, pergamene, aprono gli archivi e le librerie delle dimore storiche







