Non solo carte polverose, i documenti permettono di ricostruire avvenimenti, processi o genealogie

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Grazie ad "Aperti per voi", iniziativa dei volontari del Touring Club, fino al 30 luglio, ogni sabato mattina dalle 10 alle 14 e ogni giovedì pomeriggio, dalle 14 alle 18, con ingresso libero e senza bisogno di prenotazione, sarà possibile accedere ai cortili recentemente riqualificati dello storico Palazzo del Senato (Via Senato 10), sede dell'Archivio dal 1886 e già Collegio Elvetico. Un luogo simbolo della storia milanese che potenzia la sua offerta culturale attraverso nuove modalità di fruizione, pensate per accogliere cittadini e visitatori. L'iniziativa si inscrive nella linea del neo direttore, dal maggio 2024, il giovane (classe 1986) Stefano Leardi, che vuole rendere il Palazzo un luogo sempre più frequentato e conosciuto, aperto alla città. Non solo la riqualifica dei cortili da poco avvenuta e l'organizzazione di mostre per svelare i documenti qui custoditi: "Accogliamo i visitatori e li introduciamo alla conoscenza di questo spazio, che è un luogo vivo - spiega con entusiasmo Paola Rambaldi, da anni appassionata volontaria del Touring -. Aldilà di quello che si può immaginare, questo non è un luogo per topi da archivio: si possono trovare tante notizie riguardanti la città, o ricostruire quelle dell'origine della propria famiglia". Dalla pergamena del 721, al documento con la firma di Leonardo Da Vinci "che per l'occasione fu invitato a scrivere da sinistra a destra, invece che il contrario, com'era solito". E poi il documento del 1493, sei mesi dopo la scoperta dell'America: "Viene riportata come una notizia fra le altre, e non è la prima". Non solo storie del passato: si trovano in archivio documenti sulla rapina al Banco di Napoli avvenuta nel 1967 per mano della Banda Cavallero. Nel '68 da questo fatto di cronaca si trasse il film "Banditi a Milano", considerato uno dei primi film polizieschi: "La rapina provocò un inseguimento per le vie della città in cui persero la vita quattro persone civili e ci furono decine di feriti - spiega la Rambaldi -. In archivio ci sono gli atti del processo, e il direttore illustrandoci questo documento ci ha raccontato che per la realizzazione del film la scena dell'inseguimento è stata realizzata grazie ai documenti ora in archivio. Su youtube si può vedere la scena, dura 16 minuti". Ogni storia ha un collegamento fino ad oggi: "Come volontari ci impegniamo a far capire che l'archivio non è polveroso, è vivo e fa parte delle nostre esistenze: la mostra che noi illustriamo è su pannelli, ma in quegli edifici enormi è conservata la testimonianza concreta della storia". Che si può facilmente consultare: "Non tutti forse sanno che chiunque ha libero accesso all'Archivio, basta fare domanda e gli archivisti ci mettono a disposizione il loro supporto tecnico per recuperare eventuali documenti che possono riguardare tutti noi".