SPINEA (VENEZIA) - Due furti nel giro di appena dieci giorni, entrambi messi a segno nella stessa abitazione, in centro a Spinea e addirittura in pieno giorno. È quanto denuncia Valentina, residente in via Fermi, che dopo il secondo colpo ha consegnato ai Carabinieri la denuncia, l'elenco della refurtiva e le immagini registrate dalle telecamere installate dopo il primo episodio. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c'è quella di una banda specializzata che da tempo starebbe agendo nella zona.
La banda Il primo furto era avvenuto una decina di giorni fa, in quel caso di sera. L'intera famiglia era uscita a fare due passi. Entrati in casa, i ladri erano probabilmente usciti subito, forse messi in fuga da un rumore sospetto. Ma forse prima di andarsene avevano notato che c'era qualcosa di loro interesse e hanno deciso di tenere d'occhio i residenti e di tornare. Il secondo furto è avvenuto il primo agosto di pomeriggio, intorno alle 16.30. Secondo quanto ricostruito dalla proprietaria, i malviventi non sarebbero entrati dalla porta d'ingresso, ma avrebbero raggiunto il quarto piano passando dalla finestra del vano scale, forzandola per poi arrampicarsi fino alla terrazza e accedere all'appartamento dalla porta della cucina. La vittima «Dopo il primo furto avevamo cambiato la serratura e installato delle telecamere – racconta N. –. Dai filmati si vede chiaramente che non entrano dall'ingresso principale ma dalla cucina. Sono arrivati dalla finestra delle scale, che noi tenevamo sempre bloccata perché non si aprisse». Le immagini mostrano due giovani mentre entrano nell'abitazione. Uno dei due, accortosi della presenza della telecamera, la disattiva e la distrugge pochi istanti dopo. Ma le immagini sono rimaste nella memoria. Al rientro, per la famiglia, la scena è stata inquietante. «La casa era completamente sottosopra. Hanno aperto armadi, svuotato cassetti, rovesciato borse e portafogli. Hanno preso i nostri borsoni, li hanno svuotati e li hanno riempiti con tutto quello che riuscivano a portare via».La refurtiva Sono usciti con i borsoni dalle scale, senza che nessuno nel palazzo si accorgesse di ciò che era successo. Il bottino è ingente: gioielli, collanine, orologi, telefoni cellulari, una console PlayStation, portafogli e numerosi oggetti di valore. Già nel primo furto erano sparitie alcune collanine e un portafoglio preparato per una partenza prevista il giorno successivo. Un bottino anche voluminoso: se i ladri avessero incrociato qualcuno sulle scale non sarebbero passati inosservati. In strada, probabilmente qualcuno li stava aspettando con un'auto. La circostanza che più preoccupa la famiglia è però un'altra.I timori «Siamo convinti che ci stessero controllando. La prima volta siamo usciti la sera, questa volta mio figlio era appena uscito per accompagnare la compagna al lavoro. Poco dopo loro erano già dentro. Conoscevano i nostri orari. Mio figlio, tra l'altro, ha chiesto un permesso al lavoro ed è rientrato prima del previsto: ha rischiato davvero di trovarli in casa».Le indagini I Carabinieri sono intervenuti immediatamente dopo la chiamata e hanno acquisito i filmati dell'impianto di videosorveglianza, oltre alla denuncia dettagliata della refurtiva. La donna riferisce che le forze dell'ordine avrebbero già elementi che farebbero pensare a una banda organizzata attiva nel territorio. Intanto resta la paura. «Stanotte non abbiamo dormito. Abbiamo pensato a tutto quello che è successo e a come siano riusciti a entrare nonostante le precauzioni prese. Avevamo cambiato la serratura, ma sono passati dalla finestra. Adesso ho paura perfino a restare in casa. Hanno distrutto tutto e ci hanno tolto la serenità».







