Ammette di aver avuto «bisogno di tempo», Stefano Giordano, referente territoriale del M5s in Liguria, per commentare il momento delicato del Movimento nella sua regione e non solo. Il capogruppo regionale torna a parlare al termine della settimana difficile del suo partito, passata tra la fuoriuscita del deputato Roberto Traversi in direzione FdI, il ritorno delle stoccate a distanza tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte e il caso del confronto ad alta tensione tra l’assessora comunale a cinque stelle Tiziana Beghin e Ascom sul «rischio della politicizzazione dei civ in città». E «anche alla luce di tutto questo» – dice – rilancia con l’annuncio di una proposta di legge perché «in Regione si renda impossibile conferire incarichi dirigenziali o consulenze a chi ha rapporti diretti con la politica».

Giordano, cosa succede nel M5s ligure, se persino una figura storica come Traversi se ne va così?

«Il caso specifico lo considero inspiegabile, mi ha lasciato senza fiato. Penso ci siano questioni personali in ballo, se la sua crisi lo ha portato non solo a lasciare un partito ma anche la sua comunità. Per il M5s però questo momento è un’occasione per ripartire. Il punto zero in una fase in cui le iscrizioni comunque crescono».