«Domani diranno che mi sto mangiando le dita, che sono invidioso. Invece non me ne frega niente». Giancarlo Cancelleri mette le mani avanti prima di affondare il colpo: nessuna rivalsa, solo analisi politica. E la fotografia che scatta sul futuro del Movimento 5 Stelle in Sicilia è drammatica. «Lo ha detto Grillo, se ne sono accorti tutti, forse solo loro no: se ne accorgeranno quando si voterà». Cancelleri vede un elettorato perduto che alle Regionali sceglierà Ismaele La Vardera come voto di scontro, per poi guardare a livello nazionale verso Roberto Vannacci. Non è un semplice voto di protesta: «È un voto di rivalsa, di chi per una volta ha detto al dinosauro politico di turno: finalmente ti ho battuto». Qui sta il cortocircuito: la rabbia che un tempo il M5S trasformava in consenso oggi gli si rivolta contro.
La Vardera, sostiene l’ex viceministro, «ha rubato i temi e la stessa identità al Movimento». Un’identità ormai smarrita: «Oggi la battaglia del Movimento è il colore della cravatta da mettere la mattina, non più i temi dei territori». Il declino nasce dalle esperienze di governo. «Con la Lega: loro hanno preso voti, noi (loro?) li abbiamo persi. Col Pd: idem. E al governo ci siamo appiattiti». Resta il dubbio su cosa sarebbe accaduto con Gianroberto Casaleggio ancora presente, prima della stoccata a Conte: «Ha svuotato il Movimento dei contenuti di battaglia per riempirlo di retorica e salotti buoni. Continua a perdere elezioni ma vuole restare al comando».











