Una banda sempre più larga per il centrodestra. Almeno in termini di poltrone. Il cda di Infratel, società in house (controllata da Invitalia) del ministero delle Imprese che si occupa della realizzazione delle infrastrutture tecnologiche e quindi gestore del piano banda ultralarga, è stato spartito con il perfetto uso del “manuale Cencelli”. Così da soddisfare gli appetiti della maggioranza.
Come amministratore delegato è stato designato Stefano Acanfora, manager vicino a Giovanbattista Fazzolari: nel 2017, quando era direttore della centrale acquisti della regione Lazio aveva avallato una consulenza (di 166mila euro complessivi) con l’attuale sottosegretario, all’epoca semplice dirigente di Fratelli d’Italia. La collaborazione è stata poi interrotta dopo l’elezione in Parlamento di Fazzolari. Acanfora è reduce dall’esperienza di direttore generale della 3-I spa, una società che avrebbe dovuto coadiuvare la digitalizzazione di Istat, Inps e Inail, titolari delle azioni della società.
Una targa per Gasparri: Infratel celebra il mito fondatore
A distanza di tre oltre anni dalla fondazione, la 3-I resta un oggetto misterioso. Il bilancio del 2025 ancora non è stato pubblicato, quelli degli anni precedenti hanno chiuso con il segno meno e un’operatività vicina allo zero. Poco male. Acanfora è stato comunque promosso con un incarico di maggior prestigio al timone di Infratel, nonostante i dubbi del ministro, Adolfo Urso, ufficialmente titolare del dossier, che avrebbe preferito la conferma di Pietro Piccinetti.






