Sembrava la favola editoriale perfetta per lo studente Jerry Falade, ma l'agenzia ha deciso di bloccare tutto dopo le perplessità dei revisori su stile e ritmo del testo
Un romanzo crime da oltre due milioni di dollari di valore editoriale è finito al centro di un caso sull’uso dell’intelligenza artificiale nella scrittura, bloccando una delle aste più rapide e combattute degli ultimi mesi. Call Me, I’ll Hide the Body è il nome dell’opera prima dello studente universitario Jerry Falade che aveva attirato l’interesse di ben 14 editori prima di essere ritirato dall’agenzia che lo rappresentava per i dubbi sulla genesi del manoscritto. L’autore, però, respinge ogni accusa e nega di aver utilizzato l’AI.
La storia del successo
La storia del libro aveva avuto un avvio da favola. Il manoscritto, inviato spontaneamente all’agente letterario Marc Gerald, aveva convinto Europa Content al punto da spingere il fondatore dell’agenzia a volare a Dallas per incontrare Falade, studente della Southern Methodist University. In pochi giorni il testo era arrivato agli editori e pure ai produttori interessati a un possibile adattamento cinematografico. «Bastava leggere la lettera di presentazione e il primo capitolo per capire che era davvero un libro fantastico», aveva raccontato Gerald. L’asta si era conclusa con la vittoria di Minotaur Books, marchio di Macmillan, che secondo le pubblicazioni di settore aveva siglato un accordo per due libri dal valore di due milioni di dollari. HarperCollins aveva invece acquisito i diritti per il mercato britannico.












