Il governo giapponese ha presentato un piano che punta a portare dall’8% all’1% l’aliquota Iva su cibo e bevande, azzerandola di fatto per due anni a partire dall’aprile 2027. Una scelta fortemente voluta dalla premier Sanae Takaichi.
Il piano del governo
A fine luglio la premier conservatrice ha reso ufficiale il piano, puntando a una decisione del governo la prossima settimana, con l’approvazione della legge in Parlamento in autunno. La misura costerebbe circa 10.000 miliardi di yen (55,10 miliardi di euro), e la premier esclude il ricorso a titoli di Stato per finanziarla e promette che il taglio resterà temporaneo, senza clausole che ne consentano la proroga. Nel Partito Liberaldemocratico (Ldp), tuttavia, il consenso non è unanime, segnala il giornale progressista. In una riunione della commissione fiscale interna, il 31 luglio, l’opposizione al piano ha prevalso sui favorevoli con un rapporto di circa 6 a 4. Tra i critici, l’ex ministra della Difesa Tomomi Inada, secondo cui «non è stata trovata alcuna copertura finanziaria» per la misura. Prima di arrivare in aula, il testo dovrà comunque ottenere l’approvazione unanime del consiglio generale dell’Ldp.
Media: scelta miope per il Giappone













