A Gianluigi Buffon non è particolarmente piaciuta la scelta di Roberto Mancini come nuovo commissariato tecnico della Nazionale. L’allenatore voluto dal presidente della Figc, Giovanni Malagò, è “una scelta tecnicamente giusta” perché “ha dimostrato un gioco funzionale a un progetto”. Però, ecco, l’ormai ex capo delegazione, dimessosi dopo la mancata qualificazione al Mondiale, non sembra aver dimenticato come finì la prima parte dell’avventura di “Mancio” sulla panchina azzurra: “Resta l’addio di agosto – sottolinea a La Gazzetta dello Sport – Sta parlando con uno che è sceso in Serie B con la Juve e s’è tagliato 500mila euro di stipendio. Solo per il senso di appartenenza”.

In discussione non c’è la bravura di Mancini (“Se fossi Psg, Bayern, Real, Juve, una big, lo prenderei in considerazione”, sottolinea l’ex portiere) ma appunto com’era andata dopo la vittoria dell’Europeo e la sconfitta con la Macedonia che aveva escluso gli Azzurri dalla Coppa del Mondo del 2022. “Cosa proporrei fossi dt? Obiettivo principale qualificarsi al Mondiale tra quattro anni. Su questa base, avrei scelto Conte, poi Baldini e via via gli altri. Ma bisogna avere il coraggio delle scelte e la bravura a comunicarle a tutti, anche alla stampa”, dice Buffon.